stripe decor
   


Giorgio Segato

...mi comunica subito, con la voce, con le mani, con lo sguardo, la tensione dei sensitivi: si avverte, accanto a lei, una quieta apparenza e una carica interna satura, prossima al punto critico di esplosione, che però non avviene mai, che non avverrà mai. Forse perchè Tonia si ritrae e si rifugia nel suo mondo di sinestesie delicate, di voci, di colori, di contatti, materie, lacerazioni, velature, parole lette e pronunciate, intraviste e riascoltate nell'eco intima di una memoria ricca e feconda...

Mirella Casamassima

...il segno si muove veloce sulle carte-tessuto di Tonia Copertino, un segno gestuale intriso di inchiostri che sfumano nelle gamme cromatiche del marrone-ruggine e nero-grigio. Il segno si muove come una scrittura, nascono parole, frasi, forme, la pittura si fonde con le lettere perchè, come diceva Magritte (Le mots e les images), in un quadro le parole hanno la stessa sostanza dell'immagine...

Pietro Marino

...leit motiv di una pittura che persegue da tempo una via di "liber-azione" (appunto). Sino a sfiorare l'astrazione lirica, ma aggrondata su echi di informale. Giocata su densità di materia, colate di colore e collage, segno veloci, corsivi. Nei "libri" in carta di riso, con le paginette slabbrate e spesse, talvolta rapprese sino a non aprirsi (custodia di segreti come nei diari delle giovanette), si fa largo una oggettualità intrisa di senso tattile...

Antonella Marino

...il supporto in carta in questo senso aiuta l'autrice a trattenere meglio l'impeto di un segno veloce, che si espande e dilata in giochi di macchie e di assorbenze. In queste opere recenti la tavolozza è ridotta a pochi grigi, gamme terrose impreziosite da brillanti inserti ramati e qualche tocco di azzurro. Su spessa carta di Amalfi e più sottile carta di riso, l'immagine si dà così a strati, speculari al complesso gioco della vita...

Toti Carpentieri

...che recupera valenze antiche nuovamente spiazzanti e "relative" - da una parte la memoria di Badisco, dall'altra l'evidenza camuna -, esplicitando il suo lavoro in una sorta di "simbolo" identificante che si scandisce - nel suo essere violentemente nero...

Anna D'Elia

...ritagliati nella carta, visti in trasparenza attraverso veline colorate, i paesaggi di Tonia Copertino aprono alle dimensioni del sogno e della "rèvèrie". Viaggiare in spazi inventati ai bordi del corpo, ai confini della mente, lungo le soglie che separano il vero dal falso, diventa tecnica poetica ed espediente di sopravvivenza...

Santa Fizzarotti

...pennellate sue svirgolanti e le grandi campiture colorate rievocano la musicalità di Kandiskij, le vibrazioni atmosferiche di Klee che distolse lo sguardo dalle cose per cercare l'essenza nascosta del linguaggio...

Gianna Sallustio

...insiste a studiare il segno, come graffite, ossia come primitiva esperienza di racconto determinato a ricomporre il caos, i frammenti di dissonanze patite ed equilibri perseguitati. Mi riferisco ai segni-contenitori dell'85, anagrafiche decifrazioni che tentano un documento di riconoscimento. Segni che si torcono come serpenti...

Maria Vinella

...un lavoro che tiene senz'altro conto anche dell'opera e delle teorie di maestri quali Kandiskij e Klee, senza rinnegare le prime, personali, ricerche espressionistico-informali condotte sulle emergenze non-figurali e autoreferenti del segno...

Anna Santoliquido

...rappresenta una tappa significativa del suo viaggio. Il riferimento al grande metafisico inglese tradisce il substrato poetico e il bisogno di elevarsi. L'ombra eccita l'immaginazione e rimanda al subconscio, al promordiale e al grembo materno. Ma richiama anche la luce che è liberazione e climax...