stripe decor
   

  Mirella Casamassima

 

 

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Il segno si muove veloce sulle carte-tessuto di Tonia Copertino, un segno gestuale intriso di inchiostri che sfumano nelle gamme cromatiche del marrone-ruggine e nero-grigio

Il segno si muove come una scrittura, nascono parole, frasi, forme, la pittura si fonde con le lettere perchè, come diceva Magritte (Le mots e les images), in un quadro le parole hanno la stessa sostanza dell'immagine.

Del resto è la poetica di Tonia Copertino a svilupparsi da tempo nell'ambito della poesia visiva, del libro-quadro, a esercitarsi trasversalmente sulla scrittura visiva.

Il pennello scrive, e si legge, vuoto-colmare-se sei fuori resta fuori-pagine estreme, affollate, nude, silenziose: il pennello scorre e compaiono delle forme, vasi, contenitori, scatole, libri.

Desiderio di riempire, desiderio di colmare, cosa? Vuoti interiori, perdite, assenze, silenzi profondi.

E' in gioco il vuoto della vita, la solitudine, la difficoltà di comunicazione con gli altri, ma soprattutto è in gioco il rapporto con se stessi e con la propria precaria identità.

Nella "Donna mancina" di Peter Handke la protagonista dice..."Pensate quello che volete. Quanto più credete di poter dire di me, tanto più io mi sento libera da voi. Delle volte ho come l'impressione che quel che di nuovo si sa della gente, già non sia più valido. Se in futuro qualcuno mi spiegherà come sono, anche se vuole lusingarmi o incoraggiarmi, respingerò questa sfacciataggine".

E ancora..."L'essere soli causa la più gelida, la più repellente delle sofferenze: quella dell'inesistenza. Ecco perchè ci vuole della gente che ti faccia capire che non sei andato ancora del tutto a male".

L'inesistenza: ecco il vuoto, scompare il corpo, la comunicazione si appanna nelle sue difficoltà, silenzio. Eppure il gesto di Tonia è ancora carico di energia, diventa quasi un urlo informe, sul quale si posano tracce di luce date dalle scaglie dorate. Speranze? Desideri? Voglia di bellezza in un mondo carico di ruggini?